Monte Sacro è il nome del sedicesimo quartiere di Roma, indicato con Q.XVI.

Prende il nome dall’omonimo monte, in realtà una collina di circa 50 metri s.l.m., che sorge sulla riva destra del fiume Aniene poco prima che confluisca nel Tevere.

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Storia

Il territorio prima dell’urbanizzazione

Il territorio del quartiere è stato abitato fin da epoca antichissima, ne sono conferma i ritrovamenti di due crani del così detto Uomo di Saccopastore assieme a strumenti litici di fattura musteriana risalenti circa 120.000 anni fa.

Con l’avvento di Roma, la leggenda vuole, che sul Monte Sacro si recassero gli àuguri per effettuarvi i loro vaticini osservando il volo degli uccelli, da cui deriverebbe la sacralità del monte. Sempre sul Monte Sacro (o sull’Aventino) si ritirò la plebe nel 494 a.C. e nel 448 a.C. in una vera e propria rivolta contro la classe la patrizia che portò all’istituzione dei tribuni della plebe, degli edili della plebe e di una assemblea rappresentativa, il concilium plebis, che eleggeva i tribuni e gli edili plebei; per ricordare l’evento fu edificata una grande Ara a Giove Terrifico che accrebbe l’aura di sacralità del luogo. In quegli anni il territorio del quartiere, che si trovava ben lontano dalle mura cittadine, era al centro di vasti latifondi con villae patrizie e di liberti.

La caduta dell’Impero vide la sostituzione delle ville romane con i casali medievali e un generale spopolamento del territorio che restò comunque presidiato per motivi di difesa a causa della presenza del Ponte Nomentano, avamposto e punto di passaggio verso il nord del territorio laziale. Tradizione vuole che proprio sul Ponte Nomentano si siano incontrati nell’anno 800 Leone III e Carlo Magno.

La lontananza dalle mura cittadine trasformò inoltre il territorio del quartiere e il Monte Sacro in un luogo di “scampagnate” fuori porta fin alla fine del 1800. E proprio durante una di questa scampagnate nel 1805 che Simón Bolívar, dopo aver appreso dal suo amico-mentore Simon Rodriguez che su quella collina i plebei romani si ribellarono per la prima volta alle vessazioni della classe aristocratica, decise di giurare per la liberazione dei popoli sudamericani.

Urbanizzazione e nascita del quartiere

Nel 1921 Roma aveva avuto la necessità di riorganizzare nuovamente il suo apparato topografico dotandosi di un nuovo Piano Regolatore, dato che il continuo dinamismo edilizio dei primi venti anni del secolo aveva condotto all’invasione di una notevole porzione del Suburbio e della zona a nord est dell’Agro Romano, ad opera, tra l’altro, del consorzio “Città giardino Aniene”.

Piazza sempione - quartiere Monte Sacro

Piazza Sempione

Il territorio interessato, era quello che insisteva sulla collina di Monte Sacro. Qui l’architetto Gustavo Giovannoni progettò e realizzò, ponendosi per quegli anni indubbiamente all’avanguardia e fuori del Piano Regolatore di Roma, una “Città Giardino”, orientata alla tipizzazione della “garden city” d’oltremanica, composta da costruzioni con struttura “a villini” inseriti nel verde, e con servizi indipendenti: scuola, chiesa, ufficio postale, parco pubblico. Particolarmente interessante è la piazza Sempione, che fa da entrata scenografica al quartiere, e che presenta degli edifici realizzati da Gustavo Giovannoni e Innocenzo Sabbatini. All’epoca, quest’opera così urbanisticamente rivoluzionaria, fu duramente criticata, e solo a distanza di tempo si poté costatare che quella accusa era assolutamente immeritata.

Nel 1924 nasce il quartiere con il nome di Città Giardino-Aniene, per poi assumere la veste ufficiale di quartiere, con il nuovo nome Monte Sacro, nel 1951.

Ex casa Gil - quartiere Monte Sacro

La ex casa GIL di Gaetano Minnucci 1935

La Città Giardino, comunque, nella sua impostazione originale, resistette meno di trent’anni: già negli anni cinquanta, infatti, numerosi villini furono abbattuti per far posto a palazzi residenziali. Agli inizi del 1953 fu inaugurato il cinema Teatro “Espero” (oggi Sala Bingo), in Via Nomentana Nuova, davanti alla Pinetina, storico polmone verde del quartiere, che aveva, al di là del Ponte Vecchio, il suo naturale prosieguo con l’originale giardinetto di Monte Sacro. Contemporaneamente si sviluppavano anche le zone residenziali lungo Via Conca d’Oro e a Saccopastore.

Nella seconda metà degli anni sessanta prese corpo il quartiere contiguo detto “Monte Sacro Alto“, noto anche come “Talenti”.

Da ricordare l’attiva partecipazione degli abitanti e degli studenti del quartiere alla Resistenza durante l’occupazione tedesca; uno di essi, Ferdinando Agnini, studente, fu tra le vittime dell’eccidio delle Fosse Ardeatine. Il quartiere, e in particolar modo le zone di Piazza Sempione e Viale Jonio, fanno da sfondo a gran parte delle vicende del romanzo “Primavera di bellezza” di Beppe Fenoglio, ambientato proprio nel periodo della Resistenza.

I confini

Si trova nell’area nord-nord-est della città.

Il quartiere confina:

Stemma

fondo azzurro, sormontato da una collina d’oro, coronata da otto stelle d’argento a cinque punte con il motto “Nunquam sine luce”.

Luoghi d’interesse

  • Ponte Nomentano
  • Fonte Acqua Sacra. È una sorgente scoperta nel 1943. L’acqua che sgorga da tale sorgente è utile per favorire la diuresi ed è indicata per la gastrite e per i disturbi epatici. In sito vi è un impianto di imbottigliamento. È sita in Via Passo del Furlo 57.
  • Riserva naturale Valle dell’Aniene

Edifici di culto

Collegamenti

Metropolitana di Roma B1.svg
È raggiungibile dalle stazioni: Conca d’Oro e Jonio.
Ferrovia regionale laziale FR1.svg
È raggiungibile dalle stazioni di: Roma Nomentana e Val D’Ala.
Quartiere Monte Sacro ultima modidfica: 2013-09-02T13:07:46+00:00 da allrome