Trieste è il nome del diciassettesimo quartiere di Roma, indicato con Q.XVII.

Il toponimo indica anche la zona urbanistica 2e del II Municipio. Popolazione della zona urbanistica: 54.803 abitanti.

Visualizza Mappa

Galleria Foto Rione

Galleria Foto Negozi

Storia

Le prime testimonianze umane nella zona risalgono all’epoca preistorica, quando alcune popolazioni si stanziarono nell’area della Sedia del Diavolo e di Monte delle Gioie. Posteriormente, in epoca storica, sul monte Antenne nacque un abitato sabino, i cui resti sono ancora oggi visibili; secondo la leggenda Antemnae fu uno dei tre villaggi che subirono il celebre ratto delle Sabine. Dall’epoca romana non si possiedono molte attestazioni, mentre la zona diventa molto frequentata a causa della costruzione di numerose catacombe, fra cui le antichissime Catacombe di Priscilla, sorte sulla villa della gens Acilia. Inoltre nella zona si trova parte del percorso della via Salaria, strada consolare di enorme importanza che univa Roma a Porto d’Ascoli, così chiamata per il commercio di sale che vi avveniva; la strada moderna omonima segue però il tracciato della Salaria Nova risalente ai tempi dell’imperatore Nerva.

Durante il Rinascimento e i secoli successivi nella zona dell’attuale quartiere sorgevano soltanto alcune ville nobiliari e edifici rustici (casali); in uno di questi, sulla via Nomentana, soggiornò Giuseppe Garibaldi ai tempi della Repubblica Romana.

Urbanizzazione e nascita del quartiere

In seguito all’unità d’Italia la zona di monte Antenne viene fortificata con ampi bastioni, fossati, e con un’imponente polveriera: la sua posizione era infatti ottimale per difendere il lato settentrionale della città. Alle sue pendici nel 1906 trova sede il Tennis Club Parioli, ancora oggi in attività e celebre per aver formato numerosi campioni.

La prima urbanizzazione del territorio avvenne con il piano urbanistico del 1909 dell’architetto Edmondo Sanjust di Teulada, ma il quartiere nacque ufficialmente – con il nome di Savoia dalla vicina residenza reale (oggi Villa Ada) – il 28 febbraio 1926; l’evento viene ricordato da una targa commemorativa oggi in piazza Verbano.

Nei primi trent’anni del secolo la zona mantenne la destinazione a edilizia residenziale di qualità, se non di lusso: è il periodo dei “villini” e del Quartiere Coppedè.

Negli anni trenta comincia invece l’urbanizzazione intensiva: grandi condomini non privi di pretese vennero costruiti sulle aree di ville lottizzate per questo scopo, come Villa Lancellotti e Villa Chigi (della quale resta oggi un parco pubblico ed una residenza privata): abitazioni destinate agli impiegati statali o edificazioni concesse a cooperative (ad esempio quella dei ferrovieri costituì l’area vicina a piazza Crati). Fra il 1924 ed il 1930 viene costruito il Parco Nemorense (o Parco Virgiliano), ideato come polmone verde per un quartiere ornai intensivo da Raffaele de Vico, e inaugurato nel 1936 in occasione del bimillenario virgiliano.

In seguito alla nascita della Repubblica, nel 1946 il quartiere prese il nome Trieste dall’omonimo corso che ne costituisce la via principale.

Negli anni settanta la zona fu protagonista di una nuova speculazione edilizia, che fece sparire Tor Fiorenza, una fattoria fortificata del Seicento nella quale venivano portati i bambini anemici per dissetarsi col latte.

I confini

Si trova nell’area centro-nord della città.

Il quartiere è orientato da nord-est a sudovest, e i suoi confini sono costituiti, sul fronte nordoccidentale, da via Salaria, su quello sudoccidentale da viale Regina Margherita, su quello sudorientale da via Nomentana e su quello nordorientale dal fiume Aniene, che separa il quartiere da Monte Sacro, al quale è unito tramite via delle Valli, che sovrappassa il fiume con l’omonimo ponte.

Confinano con il quartiere Trieste il Salario, al di là di viale Regina Margherita, il Pinciano, al di là di via Salaria tra viale Regina Margherita e via Panama, il quartiere Parioli, al di là di villa Ada, il nuovo quartiere dei Prati Fiscali e Monte Sacro, al di là dell’Aniene, e il Nomentano, al di là di via Nomentana.

Luoghi d’interesse

Catacombe

Monumenti

Batteria Nomentana

La Batteria Nomentana, realizzata tra il 1884 ed il 1890, era parte del Campo Trincerato di Roma, difesa fortificata della città, costruita tra il 1877 ed il 1891 e formata da 15 forti e 3 batterie (Batteria Nomentana, Batteria Appia Pignatelli e Batteria Porta Furba).

Sedia del Diavolo

Exquisite-kfind.pngPer approfondire, vedi Sedia del Diavolo.

Risalendo dal quartiere africano verso la via Nomentana si incontra la cosiddetta Sedia del Diavolo, mausoleo sepolcrale del liberto di Adriano Elio Callisto. Il nome popolare deriva dalla forma del rudere annerito da secoli di fuochi di fortuna accesi da pastori e vagabondi che lo usavano come rifugio e rappresentato in migliaia di disegni e pitture tra il Settecento e l’Ottocento. Nella zona venne rinvenuto un giacimento preistorico antico di oltre 200.000 anni.

Il sepolcro è del tipo a tempio, su due piani, in laterizio, databile alla metà circa del II secolo d.C. (età Antonina) e mancante della facciata (crollata). I rimanenti lati, invece, presentano specchiature e piccole finestre inquadrate da paraste corinzie e sormontate da un originale fregio in cotto, dove mattoni di vario colore, disposti di piatto e per coltello, ottengono l’effetto di una struttura lapidea isodoma. Una scala ricavata nel podio conduceva alla camera inferiore, semisotterranea, con due arcosoli in ognuna delle pareti. Gli arcosoli sono sormontati da cinque nicchie sopra le quali si aprono piccole finestre a strombo. Il pavimento è in mosaico bianco. Le pareti, in opus vittatum mixtum (testimonianza di un tardo restauro), sorreggono una volta a vela, un sistema architettonico usato raramente nell’architettura romana di questo periodo. La camera superiore, coperta da una calotta su pennacchi sferici (in gran parte crollata), ha sulla parete di fondo una grande nicchia ad arco inquadrata da due colonnine laterizie, al centro un avancorpo con nicchia più piccola a calotta in forma di conchiglia, in stucco, sulle pareti laterali nicchie rettangolari sormontate da un timpano e un davanzale su mensole.

Piazze

Piazza Vescovio

Piazza Vescovio trae il proprio nome da Vescovìo, località antichissima nel comune di Torri in Sabina, in provincia di Rieti: per un’errata interpretazione fonetica, la piazza ha tuttavia il nome Vescòvio.

Quartiere Coppedè

Poco distante, in un’area adiacente piazza Buenos Aires, sorge il Quartiere Coppedè, una piccola area edificata con uno stile molto particolare, Liberty-eclettico. Il portone di piazza Mincio 2, risalente al 1926, ultima costruzione di mano del maestro Gino Coppedè, è inoltre copia fedele di una scenografia del film “Cabiria” del 1914.

Edifici di culto

Chiesa di San Saturnino - quartiere Trieste

La chiesa di San Saturnino.

Ville

Villa Paganini - quatiere Trieste
Villa Paganini.

Collegamenti

Metropolitana di Roma B1.svg
È raggiungibile dalle stazioni: Sant’Agnese – Annibaliano e Libia.
Ferrovia regionale laziale FR1.svg
È raggiungibile dalla stazione di: Roma Nomentana.
Quartiere Trieste ultima modidfica: 2013-09-02T13:57:48+00:00 da allrome